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TASK FORCE MEDICO-LEGALE

Coordinatore

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Membri

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Francesco Isolabella

 

 

 

Lettera di presentazione della Task Force medico-legale
 

Carissimi colleghi,

           anche il gruppo incaricato di interessarsi delle problematiche medico-legali connesse con la nostra specializzazione (del tutto peculiare rispetto alle altre dato il rischio elevato che la maggior parte degli interventi comporta) inizia la propria collaborazione con il bollettino che la nostra Società ha deliberato di pubblicare mensilmente. Il Presidente, nella figura del Dr L. Menicanti, ha fortemente voluto che vi fosse, all'interno della Società, una Task Force dedicata particolarmente ai riflessi ed alle implicazioni giuridiche che la nostra attività comporta. Negli ultimi 10 anni le denunce, contro i medici, sono cresciute in modo esponenziale in tal modo importando questa tendenza dagli Stati Uniti, ma dai quali la nostra realtà sanitaria e giuridica si discosta per due ragioni fondamentali, la prima rappresentata dall'enorme divario economico che distanzia il guadagno dei medici negli USA da quelli di casa nostra (con possibilità quindi di pagare più facilmente polizze assicurative gravose) e, la seconda, di ricorrere, in Italia, principalmente a procedimenti penali (che, in caso di successo da parte del ricorrente rende quasi automatico il risarcimento in sede civile) piuttosto che al suo processo civile (il cui fine è solo quello economico) così come accade oltre oceano e nella maggior parte degli Stati europei. Inevitabili conseguenze di quanto esposto sono state che, da una parte, i sanitari hanno teso ad assumere un atteggiamento di tipo "difensivo" nell'affrontare le problematiche cliniche quotidiane e, dall'altra, le compagnie assicurative hanno elevato i premi richiesti per coprire le RC professionali, fino a non accettarle per la specialità maggiormente a rischio. In un periodo finanziario come quello attuale, il più delle volte la motivazione che induce alla rivalsa nei riguardi dei medici è quella economica, piuttosto che la ricerca della "verità". I soldi (duole dirlo) sono in grado di asciugare molte lacrime.  
 

Di questa purtroppo "meschina" realtà, ne è dimostrazione che, nella maggioranza dei processi penali, la parte che si presume lesa si costituisce parte civile per poi defilarsi se tacitata economicamente dalla compagnia assicurativa, trascurando il resto del procedimento del quale ha oramai perso ogni interesse, lasciando il medico da solo, di fronte al giudizio, con il pubblico ministero quale unica figura accusatrice. D'altra parte la categoria professionale forense ha individuato in questo filone una incredibile opportunità di lavoro e di guadagno, spesso commisurando la propria parcella ad una percentuale della somma del risarcimento (in alcuni casi fino al 50% dello stesso !!). Per verificare la veridicità di quanto esposto, basta navigare in internet e cliccare i link relativi alla responsabilità professionale medica e ci si potrà rendere conto dell'innumerevole numero di studi legali che stimolano la rivalsa nei riguardi della classe sanitaria. L'immagine del medico oggi viene spesso proposta, non più come figura del professionista "padre di famiglia" che mette a disposizione il proprio sapere in favore della salute degli altri, bensì come un potenziale nemico, un antagonista in malafede, colpevole di qualsiasi evento si verifichi nel paziente e che quindi deve pagare (preferibilmente in soldi). Si va verso una mentalità corrente che pretende la "guarigione a tutti i costi" ignorando i fattori di rischio inevitabili che ogni atto medico e chirurgico comportano, prescindendo da errori dell'operatore.
  

          Questa campagna denigratoria trova nei media (giornali e televisione) la maggior cassa di risonanza. La chiamano "malasanità" invece di "malainformazione". Notizie eclatanti vengono sbandierate nei titoli di testa, senza la minima ricerca della effettiva veridicità degli eventi. Il medico è sbattuto in prima pagina, già colpevolizzato dalla pubblica opinione, prima ancora che un giudizio, in sede giuridica, venga emesso!
Sia ben chiaro, non si tratta di essere "consociativisti" e difendere in ogni modo l'operato medico; il medico può sbagliare e, di conseguenza, deve pagare. Si tratta però di essere "garantisti" piuttosto che "colpevolisti" per pregiudizio.
D'altra parte bisogna anche ammettere che alcune responsabilità, in questa problematica, devono essere addebitate alla classe medica, di cui facciamo parte, e questo per molteplici aspetti.
  

          Il primo è rappresentato dalla (purtroppo) superficialità con cui spesso vengono affrontati i risvolti medico-legali che la nostra professione comporta. Non tutti, più per inesperienza che per negligenza, si rendono conto che in un procedimento, sia penale che civile, l'unica cosa che faccia testo sull'andamento degli eventi è quanto riportato in cartella clinica, per cui una corretta e completa compilazione della cartella stessa è la maggior garanzia in fase processuale in quanto principalmente in base a quello che risulta scritto deciderà l'organo giudicante essendo la fase testimoniale inficiata dalla parzialità con cui gli eventi vengono riportati dalle due parti in causa. D'altra parte le motivazioni psicologiche che, nella maggior parte dei casi, vengono addotte dai ricorrenti contro la classe medica sono rappresentate da una scarsità di informazioni che possa far comprendere al paziente ed ai suoi congiunti il consenso informato e di accettare i rischi connessi con le procedure che verranno effettuate oltre che l'assenza (vera o solo asserita) di quella umanità che deve legare ogni medico con il proprio paziente e con i suoi familiari. Non si sarà mai detto abbastanza, quindi, sulla importanza delle informazioni da fornire in modo che il consenso informato venga sottoscritto in modo il più cosciente possibile e della umanità da adottare nei riguardi di chi si è chiamati a curare, evitando che la eccessiva freddezza professionale venga interpretata come indifferenza nei riguardi del paziente, inteso non solo come "caso clinico" ma anche come "caso umano". Infine sempre per guardare in "casa nostra" vi è da sottolineare quanto ci facciamo male da noi stessi. Spesso una mezza frase in più di un collega, oppure una versione apparentemente diversa fornita da due sanitari della stessa équipe, è in grado di ingenerare nel paziente, o nei suoi familiari, il dubbio che un errore professionale sia stato eseguito e, di conseguenza, motivare una rivalsa legale.


          Sempre in questo campo, vi è da rilevare il ruolo dei periti, sia di ufficio (CTU) che di parte (CTP). I primi, quelli incaricati dal giudice per appurare la verità, e quindi "periti peritorum" sopra le parti, purtroppo molte volte non sono in grado di fornire, a chi li ha incaricati, una corretta valutazione degli eventi, data la loro insufficiente conoscenza della materia sulla quale sono stati chiamati a dare un giudizio. Ai secondi, chiamati in difesa della parte presunta lesa, e quindi di parte, spetta il compito di dimostrare oltre che il danno subìto, anche le responsabilità legali dei sanitari, ma questo intento non deve giustificare affermazioni che vadano contro quello che il sapere medico ha già stabilito come corretto ed inconfutabile, al solo scopo di ottenere una parcella contro ogni validità scientifica ed a tutto discapito del collega sanitario che hanno di fronte.
 

          Questa lunga premessa per motivare le ragioni che hanno indotto la Società a riservare, nel bollettino, uno spazio dedicato alle sole problematiche medico legali.

Le figure professionali coinvolte sono tre, rappresentate da cardiochirurghi, medici legali ed avvocati, anche se, al momento, i rappresentanti delle ultime due classi sono in minoranza. Il razionale di questa composizione è motivato dal fatto che, in ambito legale, ogni caso clinico deve essere esaminato da queste tre figure, ognuna secondo le proprie competenze professionali. Vi è tuttavia da sottolineare come la collaborazione sia aperta a tutti, pronta a comprendere il contributo di chiunque se ne volesse assumere l'onere, con il corretto impegno e competenza.
 

Le finalità che il gruppo si propone sono fondamentalmente cinque:

          Primo: fornire le nozioni di base della medicina legale. Sì, proprio così, di quella materia che abbiamo affrontato nel corso di laurea, con scarso interesse in quanto "mai avremmo fatto i medici legali" ma che solo di fronte alle responsabilità che la nostra professione comporta, comprendiamo quanto invece sia necessario conoscere. In tal senso si tratterà della responsabilità medica in generale, così come delle problematiche relative alla corretta compilazione della cartella clinica ed alla completa informazione del paziente su quanto verrà effettuato in modo da fornirgli tutti gli elementi affinchè apponga la propria firma su di un consenso davvero informato. Ci si occuperà dell'onere della prova che al sanitario (e non alla parte lesa) è richiesto di produrre al fine di dimostrare la correttezza professionale del proprio operato così come verranno prese in considerazione l'ordinamento della mediazione per conciliare le parti al fine di evitare la fase processuale, oltre che le conseguenze che la recente Legge Balduzzi (Legge 8/11/12 n. 189 art. 3) implicherà nel giudizio finale del giudice dovendo essere tenuta in conto la attinenza alle linee guida da parte del sanitario che è sotto giudizio.
Questo compito, sicuramente il più arduo, sarà inizialmente affidato all'Avvocato Rodolfo Berti, di Ancona, che ci condurrà lungo questo percorso con una serie di articoli, a cadenza mensile, frutto della sua lunga carriera professionale, congressuale e didattica.

          Secondo: illustrare le fasi dello svolgimento di un evento processuale, dall'inizio alla fase dibattimentale finale, con chiara distinzione delle finalità e delle modalità fra procedimento civile e penale.
E' necessario che il sanitario abbia tutte quelle informazioni utili inizialmente per affrontare il primo impatto con l'arrivo dell'avviso di garanzia sicuramente traumatico (la "terribile" busta color verde pisello!!) e sapersi organizzare in tempo per costruire un team che dimostri il corretto (si spera) comportamento, costituito da 3 figure professionali, rappresentate da un avvocato, da un medico legale e da uno specialista della materia (nel nostro caso da un cardiochirurgo) dopo aver correttamente informato l'Ente Sanitario e la (o le) compagnia assicurativa. Successivamente, dopo la "concitata" fase iniziale è importante avere conoscenza delle successive fasi processuali in quanto la giustizia è lenta, ma inesorabile. Per un cardiochirurgo, abituato a prendere decisioni vitali nell'arco di pochi secondi, è spesso incomprensibile un iter giuridico protratto nel tempo, spesso per anni, in diversi gradi di giudizio, fino a che si pervenga ad un verdetto finale. Ed in questo frattempo è necessario continuare ad operare, sobbarcandosi la possibilità di ulteriori rivalse, se non ne bastasse una! E' necessario quindi affrontare le problematiche legali con la maggior obiettività e "freddezza" possibili, dopo aver stabilito la strategia ottimale con i propri consulenti, con la consapevolezza che ci si possa trovare di fronte ad esperti che proprio esperti non sono e che gli interlocutori sono uomini di legge, che spesso non interpretano le problematiche come noi medici e che adottano di frequente dei criteri per noi né condivisibili né comprensibili. Ed è solo con una approfondita conoscenza di questi iter procedurali che il sanitario riesce a "gestire" e non "subire" l'evento giuridico che deve affrontare, informato non solo dei termini e dei modi dello svolgimento processuale, ma anche degli interlocutori con cui si deve confrontare.
 

 

          Terzo: è questo forse l'obiettivo più ambizioso e qualificante del progetto della nostra Società, rappresentato dalla analisi che la task force elaborerà sui singoli casi specifici che le verranno proposti di esaminare da parte dei colleghi sottoposti ad indagini giudiziarie. A livello psicologico, tre sono le successive fasi vissute dal medico indagato. La prima è rappresentata dallo sgomento e dal panico al ricevimento dell'avviso di garanzia, nella seconda fase predomina lo sconcerto per la inconsistenza, a livello scientifico, degli addebiti che sono stati mossi, nella terza subentra la paura che la verità medica possa non avere il sopravvento sulla dialettica forense, in grado di ribaltare ogni evidenza clinica. Ed è in queste tre fasi successive che la task force si propone di intervenire. A chi facesse richiesta, verranno fornite informazioni di come muovere i "primi passi" in un mondo poco conosciuto e spesso visto come una trappola, piena di insidie e la sensazione di avere "tutto il mondo" contro. Successivamente, in base alla documentazione fornita, si formerà un tavolo tecnico in grado di analizzare la problematica in questione e di fornire la strategia processuale ritenuta più idonea ad affrontare e, si spera, di risolvere il caso. A questo riguardo è fondamentale individuare gli elementi che dimostrino la corretta condotta del sanitario e che gli avversi eventi verificatisi non siano stati frutto di cattiva pratica medica (almeno si spera!). L'obiettivo può essere raggiunto solo se supportato da una profonda conoscenza della materia sulla quale si è chiamati a discernere e da dati scientifici che supportino la validità di ogni tesi che si voglia dimostrare. Il risultato finale di un dibattito processuale dipende principalmente da come è stata impostata, fin dall'inizio, la strategia procedurale in modo da mantenere fissi gli obiettivi che si vogliono raggiungere ed avere ben chiare le argomentazioni necessarie per perseguirli, opponendo alla dialettica forense dati medici inconfutabili, dedotti dalla letteratura scientifica.
Sempre in questa sessione, inoltre, potranno essere discussi casi forensi pregressi e commentati sia le strategie adottate che le sentenze emesse.
Da questo lungo preambolo si evince come questa sessione tragga la propria vitalità dalla interazione con i membri della Società, augurando loro di non averne mai bisogno, ma consapevoli che, se mai fosse, avranno i loro pari a fianco, per sostenerli, consigliarli e supportarli.
Affinchè questo supporto medico legale di consulenza possa essere fornito, è sufficiente che il sanitario ne faccia richiesta indirizzando la corrispondenza a:

Presidenza della Società di Chirurgia Cardiaca c/o Conor S.r.l.

Via Cortina d'Ampezzo, 170
00135 ROMA
Tel. 06-85305059
e-mail referente SICCH: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

eventualmente allegando fotocopia della documentazione clinica ritenuta necessaria per un giudizio sul decorso degli eventi. La Presidenza della Società provvederà ad inoltrare quanto ricevuto ai coordinatori della task force medico-legale che, a loro volta, attiveranno i componenti del gruppo. Si stabilirà, quindi, un tavolo tecnico i cui componenti, ciascuno per la loro competenza, analizzeranno il caso clinico e forniranno le soluzioni ritenute ottimali, sempre attraverso la intermediazione de La Coron Srl, che gestisce tutti gli eventi della Società.

 

          Quarto: analisi delle problematiche assicurative. L'incremento dei contenziosi medico legali fra paziente e medico ha esacerbato anche il rapporto fra imprese assicuratrici e medici, con aumento dei premi richiesti e, talvolta anche con impossibilità di trovare compagnie disposte a coprire responsabilità di specializzazioni ad alto rischio (quali, appunto, la cardiochirurgia). Spesso le polizze sono limitative, con vincoli scritti sui moduli con caratteri talmente piccoli da essere illeggibili ma che, al momento opportuno, possono rivelare le loro implicazioni riduttive. Il compito di analizzare queste problematiche verrà demandato a specialisti nel campo assicurativo. Sarà a loro demandato di descrivere il ruolo ed i limiti della copertura assicurativa che l'ente ospedaliero (almeno fino ad oggi) garantisce ai propri dipendenti e la problematica della rivalsa dell'ospedale nei riguardi del medico, in caso di dolo o colpa grave, oltre che individuare quale compagnia debba eventualmente rimborsare il danno, qualora la compagnia stessa fosse cambiata nel tempo. In questa sessione troverà anche spazio la discussione sulla opportunità di una polizza RC professionale che ogni singolo sanitario può stipulare affiancando quella dell'ente ospedaliero ed, in questo, si consiglierà quali garanzie specifiche siano da contemplare nella polizza per evitare che ci si trovi senza copertura su quella specifica problematica al momento del paventato risarcimento. "Risk and pitfall" quindi delle assicurazioni delle quali, spesso, non ci si rende conto della importanza, e dei connessi limiti, fino a quando non se ne abbia bisogno, senza trascurare che la loro copertura termina alla scadenza della data in polizza, mentre la rivalsa del paziente, nei riguardi del medico, ha una prescrizione dopo ben dieci anni dalla conoscenza della (presunta) lesione.


          Quinto: tutelare la dignità professionale e difenderla dagli attacchi ai quali è continuamente sottoposta (per lo più senza motivo). Come precedentemente sottolineato, la necessità di scoop giornalistici e rimborsi economici sono le motivazioni che hanno indotto questo attacco a "forte apache" trasformando i medici in quegli orsetti che, nei luna park, vengono presi a tiro a segno, privi di difesa. A questo riguardo la Società di Cardiochirurgia ha avvertito la necessità di tutelarsi, attraverso anche la task force dedicata alle problematiche medico-legali, essendo in questo ambito che la difesa deve essere strutturata. A questo riguardo la task force deve fornire le motivazioni che promuovano la costituzione di un albo nazionale degli arbitri e dei consulenti tecnici di ufficio per le vertenze sulla responsabilità professionale del personale sanitario. E' infatti necessaria una specifica competenza dei CTU così che siano in grado di fornire ai giudici gli elementi per emettere una sentenza "giusta" supportata da princìpi scientifici inoppugnabili e non da deduzioni espresse per insufficiente conoscenza della materia sulla quale sono stati chiamati per dare un giudizio. Sempre in ambito deontologico, il gruppo in questione si farà promotore affinchè il comitato etico della Società istituisca una sessione dedicata alla analisi del comportamento di quei medici che, in ambito giudiziario, abbiano assunto delle posizioni deontologicamente censurabili nei riguardi di loro colleghi in giudizio e che, pur di "portare a casa il risultato" abbiano supportato motivazioni scientificamente infondate, valide forse per uomini di legge, ma indifendibili di fronte ad un collegio medico di loro pari. Infine, è necessario far fronte comune all'attacco indiscriminato dei media che, pur di far notizia, sono pronti a sbattere il medico in prima pagina, incuranti delle ripercussioni che un atto di accusa, se immotivato, può produrre in un professionista innocente. Questo trauma lo può capire specialmente chi ha visto il proprio nome sulle locandine dei giornali, uscendo da casa una mattina, per poi essere completamente ignorato all'assoluzione del caso. E' necessario quindi che la Società venga responsabilizzata affinchè si possa costituire anch'essa parte lesa, nel caso il sanitario in questione facesse una azione di rivalsa per calunnia per infondate accuse o a mezzo stampa. E' evidente come la discussione su questi temi sia aperta a tutti e come siano ben accetti contributi di chi volesse intervenire in queste problematica, inviando i propri commenti o le proprie relazioni all'indirizzo precedentemente riportato, in modo che siano pubblicate ed, eventualmente, discusse in un Forum aperto a chi vi volesse partecipare.

 

 Bene, questi gli intenti.

 

Adesso buon lavoro e buona fortuna!

 

La Task Force trova, nei sottoscritti, gli attuali componenti:
 

Lorenzo Menicanti Policlinico San Donato Presidente SICCH - Cardiochirurgo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Alessandro Parolari

Centro Cardiologico Monzino - UniMi

Segr. Scient. SICCH - Cardiochirurgo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Pier Silvio Gerometta Humanitas Gavazzeni

Segr. Organ. SICCH - Cardiochirurgo

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Michele Di Mauro Univ. L’Aquila Resp. editoriale bollettino SICCH - Cardiochirurgo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gian Piero Piccoli Lib. Prof. Ancona Cardiochirurgo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ernesto Tappainer Pensionato Ex Cardiochirurgo Mantova Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ugo Filippo Tesler Policlinico di Monza Cardiochirurgo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Marco Pocar

Multimedica Sesto S.Giovanni-UniMi

Cardiochirurgo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Giuseppe Rescigno H. di Ancona Cardiochirurgo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Luca Sandrelli NCC Città di Alessandria Cardiochirurgo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nicola Cucurachi Univ. Parma Medico Legale - Doc. Universitario Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Luigi Mastroroberto

Bologna - Libero professionista

Medico Legale - Doc. Universitario Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Rodolfo Berti Ancona - Libero Professionista Avvocato Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Luigi Isolabella

Milano - Libero Professionista

Avvocato

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Flavio Peccenini

Bologna - Libero Professionista

Avvocato - Doc. Universiatario

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Marco Pagliaro

Ravenna - Libero Professionista

Cardiochirurgo

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Francesco Isolabella

Milano - Libero Professionista

Avvocato

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Marco Meterangelo Pescara - Libero Professionista Avvocato

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